Agenzia delle Entrare: stop all'uso dei contanti
- Taxfocus
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La bozza del decreto legislativo correttivo “Omnibus” introduce una possibile modifica destinata ad incidere sulle modalità di pagamento presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Secondo quanto previsto dall’articolo 17 della bozza, pagamenti e rimborsi potrebbero essere effettuati esclusivamente tramite strumenti tracciabili, con conseguente esclusione di contanti ed assegni presso gli uffici territoriali dell’agente della riscossione.
Attualmente il contribuente può ancora effettuare versamenti in contanti entro i limiti previsti dalla normativa antiriciclaggio di cui all’art. 49 del D.Lgs. 231/2007, che dal 1° gennaio 2023 consente trasferimenti fino a 5.000 euro. Restano inoltre utilizzabili assegni bancari e postali intestati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, generalmente ammessi fino a 20.000 euro, oltre ad assegni circolari e assegni postali vidimati.
La novità contenuta nella bozza non interviene però sui limiti quantitativi già esistenti, ma eliminerebbe direttamente la possibilità di utilizzare contanti ed assegni allo sportello, indipendentemente dall’importo dell’operazione.
In caso di conferma della disposizione, i contribuenti dovranno utilizzare esclusivamente strumenti elettronici e tracciabili, quali bancomat, carte di pagamento, bonifici o i canali collegati al circuito pagoPA.
L’obiettivo della riforma appare principalmente organizzativo: ridurre la gestione del denaro contante, semplificare le attività operative degli sportelli e rafforzare la tracciabilità dei flussi finanziari.
Restano tuttavia alcuni profili ancora da chiarire, in particolare con riferimento agli assegni circolari ed agli assegni postali vidimati. La formulazione della bozza fa infatti riferimento agli “assegni” in modo generico, senza distinguere tra strumenti ordinari e titoli garantiti. Sarà quindi necessario attendere il testo definitivo e le eventuali istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Le modifiche riguarderebbero anche i rimborsi ai contribuenti, che verrebbero effettuati prevalentemente tramite bonifico bancario. In tale contesto, la corretta comunicazione dell’IBAN assumerebbe un ruolo centrale per evitare ritardi o criticità operative.
La misura potrebbe incidere soprattutto sui contribuenti meno abituati all’utilizzo di strumenti digitali o bancari, ma non limiterebbe la possibilità generale di effettuare pagamenti. Resterebbero infatti disponibili i servizi online dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’app Equiclick, i canali telematici di banche e Poste Italiane, oltre ai punti fisici aderenti al circuito pagoPA.
La riforma si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione e tracciabilità dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di uniformare le procedure di incasso e rimborso e ridurre l’utilizzo di strumenti cartacei presso gli sportelli dell’agente della riscossione.
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