Cartelle Esattoriale su l'App IO: una nuova forma di notifica digitale
- Taxfocus
- 1 giorno fa
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La riscossione entra sempre più nell’era digitale e guarda direttamente allo smartphone del contribuente.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione sta infatti lavorando all’integrazione dei propri servizi con l’app IO, la piattaforma digitale della Pubblica Amministrazione già utilizzata da milioni di cittadini per ricevere avvisi, comunicazioni e promemoria istituzionali.
La prospettiva è quella di rendere sempre più immediata la conoscibilità degli atti della riscossione, affiancando ai canali tradizionali strumenti digitali evoluti e centralizzati.
Non si tratta soltanto di un cambiamento tecnologico. L’introduzione delle cartelle esattoriali all’interno dell’ecosistema IO potrebbe avere importanti riflessi pratici per contribuenti, imprese e studi professionali, soprattutto nella gestione dei termini di pagamento, delle rateizzazioni e delle eventuali impugnazioni.
Il quadro normativo attuale
La disciplina delle notifiche delle cartelle di pagamento resta attualmente regolata dall’articolo 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.
La norma prevede diverse modalità di notifica, tra cui:
tramite ufficiali della riscossione;
mediante raccomandata con avviso di ricevimento;
tramite posta elettronica certificata (PEC).
Negli ultimi anni la PEC ha assunto un ruolo centrale, soprattutto nei confronti di imprese, professionisti e soggetti obbligati a possedere un domicilio digitale.
Sul tema sono intervenute anche le modifiche introdotte dal D.L. n. 193/2016, convertito dalla Legge n. 225/2016, che hanno rafforzato il sistema delle notifiche telematiche degli atti della riscossione.
L’integrazione con l’app IO non sostituisce, almeno per ora, i canali tradizionali già previsti dalla normativa, ma si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dei rapporti con il contribuente.
App IO e SEND: due strumenti diversi
Uno degli aspetti più importanti riguarda la distinzione tra semplice comunicazione informativa e notifica con valore legale.
L’app IO è già utilizzata dall’Agenzia delle Entrate per inviare:
promemoria;
avvisi personalizzati;
comunicazioni relative a rimborsi;
notifiche su scadenze fiscali;
informazioni sulle deleghe.
Tali comunicazioni hanno prevalentemente funzione informativa e non sempre costituiscono notifiche formalmente perfezionate.
Diverso è invece il ruolo di SEND, il Servizio Notifiche Digitali della Pubblica Amministrazione.
SEND rappresenta la piattaforma predisposta per la gestione delle notifiche digitali a valore legale e consente di rendere disponibili gli atti amministrativi attraverso diversi canali:
PEC;
app IO;
e-mail;
SMS di avviso.
La base normativa della piattaforma è contenuta nell’articolo 26 del D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito dalla Legge n. 120/2020.
Resta inoltre centrale il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. n. 82/2005), che disciplina il domicilio digitale, l’identità elettronica e le comunicazioni telematiche tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.
Cosa cambia per contribuenti e professionisti
L’integrazione della riscossione con l’app IO potrebbe ridurre sensibilmente i tempi di conoscibilità degli atti.
Il contribuente potrebbe infatti ricevere direttamente sul telefono:
avvisi di cartelle;
comunicazioni di pagamento;
informazioni su somme dovute;
indicazioni sulle scadenze;
accesso rapido alle procedure di rateizzazione o sospensione.
Dal punto di vista operativo ciò comporta una maggiore immediatezza, ma anche un incremento della responsabilità nella gestione delle comunicazioni ricevute.
Per gli studi professionali il tema è ancora più delicato.
Un cliente potrebbe ricevere un avviso sull’app IO e trasmetterlo al consulente soltanto dopo diversi giorni, magari senza comprendere se si tratti di un semplice promemoria o di una notifica con effetti giuridici.
Per questo motivo sarà necessario aggiornare le procedure interne degli studi, invitando i clienti a inoltrare tempestivamente qualsiasi comunicazione ricevuta tramite:
app IO;
PEC;
SEND;
area riservata Agenzia Entrate-Riscossione.
La tempestività resta infatti essenziale.
Dalla notifica decorrono i termini per:
il pagamento;
la richiesta di rateizzazione;
eventuali istanze di sospensione;
il ricorso davanti alla Corte di giustizia tributaria.
La digitalizzazione non elimina quindi il controllo tecnico dell’atto, ma rende ancora più importante una gestione immediata delle comunicazioni.
I profili ancora da chiarire
La novità è ancora in fase di sviluppo e restano diversi aspetti operativi da definire.
In particolare occorrerà comprendere:
se l’app IO sarà utilizzata soltanto come canale di avviso;
oppure se diventerà il punto di accesso a notifiche digitali perfezionate tramite SEND con pieno valore legale.
Altro tema centrale riguarda il ruolo della PEC.
Per imprese, professionisti e titolari di partita IVA il domicilio digitale continuerà infatti a rappresentare il principale strumento ufficiale di comunicazione con la Pubblica Amministrazione.
L’app IO potrà semplificare la consultazione e migliorare la tempestività delle informazioni, ma non sostituirà la necessità di monitorare costantemente PEC e area riservata.
Sicurezza e rischio phishing
La progressiva digitalizzazione della riscossione pone anche questioni di sicurezza informatica.
L’utilizzo di canali istituzionali certificati riduce certamente il rischio di phishing rispetto a e-mail o messaggi provenienti da fonti non verificabili.
Tuttavia sarà fondamentale sensibilizzare i contribuenti su alcune regole di prudenza:
non effettuare pagamenti tramite link sospetti;
non comunicare credenziali a terzi;
verificare sempre gli accessi tramite portali ufficiali;
controllare attentamente mittente e autenticità delle comunicazioni.
La diffusione delle notifiche digitali renderà infatti ancora più importante la capacità di distinguere i canali ufficiali dai tentativi di frode informatica.
Considerazioni finali
L’integrazione tra Agenzia delle Entrate-Riscossione e app IO rappresenta un ulteriore passo verso la digitalizzazione del rapporto tra Fisco e contribuente.
L’obiettivo è rendere le comunicazioni più rapide, accessibili e integrate con gli strumenti digitali già utilizzati quotidianamente dai cittadini.
Allo stesso tempo, però, cresce la necessità di una gestione tempestiva e consapevole degli atti ricevuti.
Per contribuenti e professionisti cambia quindi non solo il mezzo di comunicazione, ma anche l’organizzazione operativa necessaria per evitare ritardi, decadenze o errori nella gestione delle notifiche fiscali.
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