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Regime forfettario sotto osservazione dell’Unione Europea: come prepararsi a possibili cambiamenti


Il regime forfettario continua a rappresentare uno degli strumenti fiscali più apprezzati da professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese. Tuttavia, il recente Country Report Italy 2026 della Commissione Europea ha riacceso il dibattito sulla sostenibilità di questo modello agevolativo, evidenziando alcune criticità che potrebbero aprire la strada a futuri interventi di revisione.

Per gli operatori professionali si tratta di un segnale da monitorare attentamente, al fine di accompagnare i contribuenti verso scelte consapevoli e pianificate.

Le osservazioni della Commissione Europea

Il regime forfettario, disciplinato dall'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, consente l'applicazione di un'imposta sostitutiva pari al 15%, ridotta al 5% nei primi anni di attività in presenza dei requisiti previsti dalla normativa.

Nel rapporto dedicato all'Italia, la Commissione Europea individua alcune possibili distorsioni economiche e fiscali.

Un possibile freno alla crescita dimensionale

Secondo Bruxelles, la presenza di una soglia massima di ricavi pari a 85.000 euro potrebbe indurre alcuni contribuenti a limitare volontariamente l'espansione della propria attività per evitare l'uscita dal regime agevolato.

Il passaggio al regime ordinario comporta infatti:

  • applicazione dell'IVA;

  • assoggettamento alle aliquote progressive IRPEF;

  • maggiori adempimenti amministrativi e contabili;

  • incremento degli oneri previdenziali in alcuni casi.

La Commissione ritiene che tali effetti possano incidere negativamente sulla crescita delle microimprese e sulla propensione agli investimenti.

Equità fiscale e progressività dell'imposizione

Un secondo profilo riguarda la diversa imposizione tra contribuenti con capacità contributiva analoga.

Un lavoratore autonomo in regime forfettario può beneficiare di un'imposta sostitutiva del 15%, mentre un lavoratore dipendente con un reddito equivalente è soggetto all'IRPEF progressiva prevista dall'articolo 11 del TUIR.

La Commissione evidenzia come una diffusione eccessivamente ampia di regimi a tassazione sostitutiva possa attenuare gli effetti redistributivi propri del sistema tributario italiano, fondato sui principi di uguaglianza e capacità contributiva sanciti dagli articoli 3 e 53 della Costituzione.

Va tuttavia ricordato che la stessa Corte Costituzionale ha più volte affermato che il legislatore gode di ampia discrezionalità nella predisposizione di regimi agevolativi, purché supportati da finalità economiche e sociali ragionevoli.

Impatto sul gettito e controlli fiscali

Il rapporto europeo richiama inoltre il tema dell'erosione della base imponibile IRPEF e della riduzione delle informazioni disponibili per l'Amministrazione finanziaria.

L'esclusione dall'applicazione dell'IVA e la semplificazione degli obblighi contabili potrebbero, secondo Bruxelles, limitare l'efficacia dei controlli automatizzati e degli incroci informativi.

Si tratta tuttavia di considerazioni di carattere macroeconomico che, allo stato attuale, non incidono sulla piena legittimità del regime forfettario, tuttora vigente e disciplinato dalla normativa nazionale.

L'orientamento della giurisprudenza

La giurisprudenza recente mostra una generale tendenza a privilegiare un'interpretazione sostanziale dei requisiti di accesso e permanenza nel regime.

Il Tribunale di Forlì, con sentenza n. 258 del 29 ottobre 2025, ha affermato che l'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi relativa ad un'annualità non determina automaticamente la fuoriuscita dal regime forfettario negli anni successivi, qualora il contribuente continui a possedere i requisiti previsti dalla legge.

La Corte d'Appello di Bari, con sentenza n. 746 del 24 luglio 2025, ha inoltre censurato una difforme interpretazione tra Agenzia delle Entrate e INPS, ritenendo che l'istituto previdenziale debba uniformarsi al riconoscimento operato dall'Amministrazione finanziaria in merito alla permanenza nel regime.

Quali potrebbero essere gli scenari futuri

Ad oggi non esistono proposte normative dirette all'abolizione del regime forfettario.

Tuttavia, nel medio periodo, potrebbero essere valutate alcune modifiche, tra cui:

Introduzione di un'uscita graduale

Potrebbe essere previsto un regime transitorio per accompagnare il contribuente dal forfettario al regime ordinario, attenuando l'effetto soglia.

Maggiori obblighi informativi

Una possibile evoluzione potrebbe consistere nell'estensione degli obblighi di fatturazione elettronica e di trasmissione dei dati, mantenendo inalterato il trattamento fiscale.

Revisione dei coefficienti di redditività

Il legislatore potrebbe aggiornare i coefficienti di redditività o rimodulare l'imposta sostitutiva per alcune categorie economiche.

Ridefinizione complessiva del sistema

Lo scenario più incisivo, ma allo stato meno probabile, sarebbe l'integrazione delle microattività nel sistema IRPEF ordinario attraverso meccanismi di deduzione rafforzata o regimi semplificati.

Le attività da programmare con i clienti

In attesa di eventuali interventi legislativi, appare opportuno adottare un approccio prudenziale.

Per i contribuenti prossimi alla soglia degli 85.000 euro è consigliabile effettuare simulazioni comparative considerando:

  • imposizione diretta nel regime ordinario;

  • effetti IVA;

  • contribuzione previdenziale;

  • costi amministrativi e contabili;

  • incidenza dei costi effettivamente sostenuti.

Occorre inoltre verificare periodicamente la reale convenienza del regime forfettario, poiché in presenza di costi elevati, investimenti significativi o personale dipendente, il regime ordinario può risultare economicamente più favorevole.

Infine, è opportuno informare i clienti che il regime forfettario continua ad essere pienamente operativo e legittimo, ma che la crescente attenzione delle istituzioni europee rende consigliabile una pianificazione fiscale di medio periodo, evitando di assumere decisioni imprenditoriali esclusivamente condizionate dal mantenimento dell'agevolazione.

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